
Mercati, risparmio e inflazione. Tre cose da tenere a mente
17 Giugno 2021Un pò per sospetto, un pò per paura, tanti italiani non hanno mai investito e, d’altro canto, i crolli ciclici dei mercati finanziari sembrerebbero dargli ragione. Solo che quando si fa il punto sul pur sostanzioso gruzzolo risparmiato, si scopre che quanto accantonato potrà coprire soltanto parte delle spese preventivate. Come mai? Semplice: perché non investire espone all’azione erosiva dell’inflazione.
Punto numero 1: il risparmio è esposto all’inflazione
L’inflazione riduce la capacità d’acquisto e lo fa in modo incredibile sui risparmi che pensiamo al sicuro in banca. Facciamo un esempio: immaginiamo di aver messo da parte la cifra di 50.000 euro, tenuti nel conto bancario con un interesse di zero virgola qualche cosa…. Ipotizziamo, poi, un’inflazione prossima ma inferiore al 2%, com’è negli obiettivi della Banca Centrale Europea, per cui il valore reale, ovvero quello aggiustato ai prezzi, dei 50.000 euro è necessariamente destinato a contrarsi, nonostante il valore nominale rimanga invariato.
Tuttavia, un’inflazione costantemente prossima ma inferiore al 2% è uno scenario scolastico. Infatti, negli ultimi anni, nella zona euro è stata ben al di sotto di questo livello, mentre all’epoca della lira l’Italia ha conosciuto incrementi decisamente elevati dei prezzi.
Probabilmente proprio l’inflazione anemica degli ultimi anni ha rafforzato la propensione degli italiani verso la liquidità e i depositi bancari. Ora, da un lato l’atteggiamento non sembrerebbe inesorabilmente erratico, anche perché ancora adesso l’inflazione non è così alta e la stessa FED parla di aumento transitorio dei prezzi, non usa come parametro il tetto del 2%, ma la media dei livelli di inflazione che negli anni non deve superare la quota standard dei 2 punti percentuale, prima di intervenire sui Federal Funds Rate. Però, questa situazione non durerà per sempre. Il costo della vita riprenderà a correre.
Punto numero 2: cosa possiamo fare
Cominciare ad investire
Non rimandiamo a domani quanto possiamo imparare oggi. Anche perché prima investiamo e più consistenti saranno i guadagni, che si allineano ai rendimenti di lungo periodo. Ciò potrebbe avere un peso in ottica di accantonamento per una pensione, per cui riuscire a costruire un portafoglio diversificato di azioni con altre forme di collocamento a più bassa esposizione potrà contribuire al mantenimento di un buon tenore di vita .
Investire per oggi e per il futuro
Ma come? Così, tutto d’un botto? No, non per forza. Per arginare tutte quelle problematiche legate all’emotività che i mercati volatili suscitano, possiamo cominciare ad investire poco e a piccole dosi mediando il mercato, il che consente di avere un maggior controllo sulla dinamica dei prezzi e la psiche.
In questo modo, si impara pian piano a gestire l’investimento e l’ansia ad esso connessa, quando in realtà sei già un vero trader e hai ridotto di molto il rischio di commettere il classico errore di chi scappa al primo accenno di tempesta.
Diversificare e amministrare i titoli
È un lavoro essenziale quello di spacchettare l’investimento con un adeguato numero di azioni e strumenti, quanto un ragionevole money management che consideri un rapporto rendimento-rischio 2:1, 3:1 o financo superiore.
Via le brutte abitudini
Se la liquidità sul conto corrente è troppa, c’è sempre il pericolo latente di fare spese inutili. Se invece parte del denaro rimane investito, sarà più difficile cedere al richiamo del consumismo e dello shopping compulsivo.
La diciamo tutta ? Liquidità si, ma non troppa
La liquidità serve per pagare le spese correnti e far fronte agli imprevisti, ma una volta inquadrate le necessità di cassa, da un punto di vista pratico non è economicamente sano detenere un ammontare di liquidità più alto rispetto alle reali esigenze. Per di più, anche solo spuntarla, avendo adeguato i risparmi al costo della vita, rende chiunque più consapevole della realtà che lo circonda.