
L’ orizzonte temporale di un’operazione e il tempo minimo sul mercato
18 Maggio 2021Uno dei problemi dei trader è quello relativo al personale orizzonte temporale di trading, il che talvolta induce l’investitore privato all’errore. E’ importante allora conoscere ed attenersi al proprio outlook operativo, rispettandolo con costanza.
In effetti, allineare l’orizzonte temporale di un modus operandi e di una strategia con il timeframe operativo scelto potrebbe sembrare un approccio scontato, invece ancora in troppi non facendolo affatto sono convinti di farlo, o peggio ancora, fanno trading senza nemmeno prendere in considerazione un fattore tanto delicato come il limite temporale di un’operazione, sul quale invece si costruisce un’attività di scambio nei mercati finanziari.
Di fatto, si tratta di una variabile significativa sulla quale bisognerebbe porre attenzione, perché ogni situazione e ogni titolo che si muove in Borsa esprimono setup e situazioni diverse.
D’altro canto, il valore di un’analisi risiede nelle sue capacità predittive misurabili in termini di probabilità, che si riducono all’aumentare del numero di periodi presi in considerazione, siano essi rappresentati da barre, candele o linee. Peraltro, tutte le componenti matematiche di studio del prezzo connesse agli strumenti che misurano la volatilità, come la deviazione standard, le bande di Bollinger, la regressione lineare etc.., si adattano bene allo swing trading, al position trading, al day trading, vere e proprie circoscrizioni temporali di operatività
In prospettiva del profitto, una frazione di vantaggio statistico la si può dunque ottenere quando si riesce a calare nel tempo futuro il proprio business, che sia la compravendita di azioni, di rapporti di cambio, di indici, di materie prime, di un titolo derivato o di criptovalute.
Tuttavia, mantenere parte del capitale di trading in una posizione a mercato vuole anche dire metterlo a rischio, mentre tenerlo cash no. Per cui, un 10% fatto con un’operazione che dura 3 giorni deve essere considerato più redditizio e profittevole rispetto al medesimo 10% realizzato in 6 giorni.
Il tempo, anzi il tempo minimo di una transazione speculativa, dovrebbe pertanto diventare un target per due ordini di ragioni: la prima sta nella conseguenza dell’avere un capitale ridotto per operare, in quanto un singolo euro può essere utilizzato solo per una posizione alla volta e, se il denaro resta legato per troppo tempo ad un determinato trade non sarà disponibile quando si presenteranno altre occasioni in piattaforma.
La seconda ragione è che in finanza come nel trading direzionale l’imprevisto è la regola e se un giorno l’analista di turno si alza con il piede sbagliato in un attimo la nostra operazione può cambiare posizione sul grafico e tornare al di sotto del nostro punto d’entrata.