
Livelli tecnici e livelli reali di Ipercomprato e di Ipervenduto
21 Luglio 2021Uno dei bug degli oscillatori di ipercomprato e di ipervenduto usati nell’analisi classica dei prezzi è la loro inadeguatezza a funzionare in una fase di trend ben definita nel mercato.
L’ RSI, ad esempio, in trending market, raggiunta l’area di ipercomprato, sopra i 70 punti, può rappresentare un segnale di continuazione della tendenza positiva del titolo, dell’azione, del pair forex o cripto-valutario, e non per forza una zona di inversione, così come sarebbe determinata dall’indicazione di overbought dello strumento.
Il punto infatti è : quando un indicatore di analisi quantitativa segnala una lettura estrema, è giusta o sbagliata ? Bisogna fidarsi di quello che suggeriscono gli indicatori ? Nelle attività di trading molte volte le decisioni migliori sono prese nei momenti difficili, sugli estremi di un grafico, di un istogramma, di un indicatore ma, l’affidabilità di una operazione non sta nei numeri di un mezzo finanziario, le statistiche sulle performance dei clienti di broker e intermediari di Borsa di fatto lo dimostrano, anche perché in caso contrario quasi tutti i trader sarebbero facilmente ricchi.
D’altro canto, il grado di affidabilità di un segnale di entrata o di uscita da un trade, basato su presupposti reali è ciò che più dovrebbe contare nel trading. Ecco perché l’inserimento della misura della volatilità implicita indotta dai derivati, tuttora i titoli più negoziati sulle principali piazze finanziarie del mondo, aggiunge un grado di accuratezza e di compensazione alle criticità che sono espresse dall’analisi convenzionale dei grafici.
Dunque, in una qualsiasi fase di ipercomprato o di ipervenduto, quando ci si ritrova a pensare sul movimento futuro dei prezzi, il fatto di avere la possibilità di utilizzare anche quegli elementi concreti che sono capaci di aumentare il vantaggio statistico degli oscillatori, può dare migliori risultati alle attività dei trader in termini profitto.
In questo modo, l’accumulo di opzioni CALL in zona di ipercomprato rappresenta spesso un fattore di continuazione del trend e non obbligatoriamente un punto di flesso, mentre la concentrazione di opzioni PUT in area di ipervenduto potrebbe denotare l’incremento delle probabilità di persistenza dei ribassi e di svendita di un’azione, e non necessariamente un pavimento di rimbalzo.
D’altra parte, la trasparenza oggigiorno e da tempo riconsegnata da Internet, con la possibilità di riuscire ad esaminare lo storico delle variazioni dei mercati e dell’open interest sopra i prezzi di opzioni e valute fiat, aiuta adesso a capire meglio quanto tentano di dire gli indicatori, fino a stimare le potenzialità di reazione di un livello di resistenza o di supporto. In pratica è questo il tornaconto principale ottenuto con l’introduzione dei derivati nella misurazione dell’ipercomprato e dell’ipervenduto, una condizione che avvicina ad una situazione reale di overbought e di oversold.