Scenari economici: comparto high tech e governativi USA a lunga scadenza

Scenari economici: comparto high tech e governativi USA a lunga scadenza

15 Luglio 2021 0 Di Vincenzo

Il settore tecnologico americano, almeno fino ad ora e dal 2020, si sta dimostrando uno dei comparti azionari più performanti, d’altro canto l’indice di riferimento (NASDAQ-100) dai minimi di marzo 2020 ha registrato il +115% dopo che le aziende hanno beneficiato dei lockdown globali e della “stay at home” economy che ha confinato il mondo in casa.

Una delle variabili, inversamente correlate con il mercato azionario, e che ha accompagnato queste prestazioni è stata il crollo dei rendimenti dei Tbond USA a lunga scadenza, mentre la pandemia da Covid-19 è dilagata in quasi ogni angolo del Pianeta.

Le società high-tech generalmente riconosciute come “growth stock” e che si ritiene abbiano il potenziale per sovraperfomare nel futuro, hanno spostato i ritorni di cassa avanti nel tempo mediante le obbligazioni, avvantaggiandosi dei bassi tassi che altrimenti potrebbero impattare negativamente sugli utili a venire.

Dal punto di vista grafico si può vedere come da marzo 2020 a gennaio 2021 l’indice tecnologico a maggiore capitalizzazione abbia registrato un deciso e duraturo rialzo, mentre il tasso d’interesse e i rendimenti dei governativi a stelle e strisce sono rimasti stabili, sotto l’1%.

Con l’inizio del 2021, però, a causa delle pressioni inflazionistiche e con i fondamentali macroeconomici in netto recupero, gli investitori si sono posizionati short sui bond decennali, il che ha fatto salire i rendimenti fino al top dello 1.75%.

Rendimenti decennale USA sulla pandemia da Covid-19

In questo periodo i titoli tecnologici hanno subito una flessione del 10%, dando il via ad una rotazione settoriale che ha visto sostituire nelle preferenze le growth stocks ad alta tecnologia con le value stocks, azioni generalmente scambiate al di sotto del loro valore (e quindi in grado di fornire un rendimento), in sintonia ad un’economia più restrittiva, dai tassi più elevati, che ha premiato il settore finanziario, energetico e industriale.

Nei mesi successivi, a seguito delle “rassicuranti” parole del numero uno della FED, Jerome Powell, il quale definisce il fenomeno inflazionistico in corso “transitorio”, i rendimenti delle obbligazioni decennali USA hanno rallentato e sono scesi attorno  l’1.40%/1.30%, fino al minimo di periodo all’1.25%, essendosi attenuati i timori di letture preoccupanti del Consumer Price Index (CPI), parametro dei prezzi al consumo.

Tutto ciò ha favorito una seconda rotazione, il ritorno dell’attenzione verso le tech-companies, un nuovo impulso rialzista del Nasdaq-100, ora a ridosso dei 14.900 punti e su nuovi massimi.

Attualmente i tassi di interesse (Yields), dopo l’ultima lettura del CPI di giugno, si muovono attorno l’1.31% e la finanza dei titoli a più alto rapporto rischio/rendimento rimane sostenuta dalle aspettative degli operatori, dei trader, degli smart money, delle banche e dei risparmiatori, per cui spendere del tempo per analizzare la statistica di questa classe di dati può rivelarsi utile per cercare di intuire i movimenti futuri dei prezzi, fino ad avere una maggiore evidenza dello scenario economico che include e condiziona gli investimenti e le operazioni di trading.