
La correlazione inversa Oro/TBond USA e Mercati Azionari
9 Luglio 2021La statistica e i fondamentali dei mercati finanziari dimostrano che l’oro è inversamente correlato ai tassi di rendimento del decennale americano.
In verità i movimenti dell’oro sui grafici sono dipendenti solo in parte dalla sua natura di bene rifugio. Ci sono infatti altri fattori che condizionano la quotazione del metallo giallo e uno dei più accreditati è la correlazione inversa con l’andamento del dollaro USA. In sostanza, essendo l’oro quotato in dollari, il suo prezzo tende ad avvantaggiarsi nelle fasi in cui il greenback si svaluta e si deprezza quando il biglietto verde acquista valore.
Tuttavia, la correlazione è forte ed inversa anche e soprattutto con i tassi reali, laddove all’aumentare dei tassi di interesse reali il Gold tende ad indebolirsi e viceversa. Per rendimenti reali si intendono i tassi d’interesse nominali misurati sull’inflazione, parametro necessario per comprendere il rendimento concreto di un’obbligazione.
In effetti, quando i tassi reali, pesati sull’inflazione, cedono, gli investitori tendono ad accantonare il mercato dei Bond e ripongono una maggiore attenzione sull’oro. Questo perché non è conveniente fermare i capitali, magari per parecchio tempo, se il ritorno economico che se ne può ricavare dai depositi obbligazionari rischia di essere eroso dall’aumento dei prezzi e dunque dall’inflazione.
Al contrario, nel momento in cui i tassi reali tornano positivi e il rendimento è maggiore dell’inflazione, gli smart money liquidano le posizioni sul Gold e tornano sull’obbligazionario.
Nel grafico in figura si può verificare come si comporta la correlazione inversa tra i due strumenti finanziari. É interessante vedere come i rendimenti del decennale USA (linea azzurra) siano scesi dal 1,7% allo 0,60% di marzo 2020, in sintonia con l’inasprimento delle politiche monetarie espansive della Federal Reserve a seguito dell’emergenza sanitaria da Coronavirus.

Correlazione inversa tra rendimenti del decennale USA e prezzi dell’Oro
Nello stesso periodo l’oro è balzato da 1200$ al picco dei 2000($)/2100$. Successivamente, da agosto 2020 la quotazione dell’oro ha dato il via ad una flessione, sul fronte opposto di un forte rialzo dei rendimenti dei titoli governativi USA a lunga scadenza (10 anni). Le ragioni pratiche dello scambio dei movimenti è da ascrivere al trasferimento dei capitali sul mercato azionario, perché in tale frangente risultano migliori le aspettative sulla ripresa economica, mentre la pressione inflazionistica è in aumento.
Pertanto i prezzi dell’oro dovrebbero essere ponderati ai tassi d’interesse reali e non soltanto al tasso di inflazione, visto che riuscire ad intuire i movimenti futuri del metallo giallo significa avere un framework importante per capire le determinazioni delle banche centrali, soprattutto di quella americana in relazione a possibili tapering, a politiche monetarie restrittive che poi impattano sul mercato azionario.
I rendimenti obbligazionari in realtà sono fortemente partecipati dagli investitori istituzionali, per cui le tendenze delle obbligazioni si rivelano una vera e propria cartina di tornasole della finanza dei titoli a più alto rendimento.