
Conoscere la volatilità per investire al meglio
25 Giugno 2021Il mondo dei mercati finanziari non è una questione semplice da affrontare e, se si ha intenzione di investire è preferibile avere salde le nozioni fondamentali, in modo da percepire meglio rischi e opportunità di un’operazione.
La volatilità
La volatilità rappresenta il “grado di dispersione” dei rendimenti di un wallet, di un conto trading o di un portafoglio standard. È lo strumento che misura l’indeterminatezza dei rendimenti, per cui più la volatilità sale e più è probabile che i profitti o le perdite di un’azione o di un qualunque altro asset si allontanino dal valore medio.
Viceversa, se la volatilità è bassa, profit e loss dell’investimento ruotano attorno al valore mediano, per cui le oscillazioni sono di raggio inferiore. La volatilità in genere viene calcolata su base annua per esprimere quanto potrebbe essere la variazione, in negativo o in positivo, di un trade.
Come si valuta la volatilità ?
Partiamo da un semplice esempio: pensiamo ad un investimento che abbia avuto un rendimento medio annuale del 10% ed una volatilità del 20%. Ciò ha comportato che i profitti del portafoglio si sono “allontanati” dal risultato medio di un 10%, mediante movimenti positivi e negativi di entità pari al 20%. Oppure, una criptovaluta quotata 100 euro che ha una volatilità storica ad un anno del 30%, implica nei 12 mesi una fluttuazione del suo prezzo tra 130 euro e 70 euro. Ecco perché l’esposizione al rischio di un’operazione cresce all’aumentare della volatilità.
Alla volatilità storica, definita anche realizzata, poichè è basata sulle performance passate di uno strumento di mercato, si contrappone la volatilità attesa o implicita, rivolta al futuro. Quest’ultima suggerisce grossomodo quale sarà la volatilità di un titolo, di un’azione e delle altre asset class in avvenire. Essa ha la funzione di fornire un setup informativo del rischio verso il quale ci muoviamo.
La volatilità delle asset class
Come è noto, esistono strumenti finanziari più “sicuri” rispetto ad altri che lo sono meno. L’ oro, volendo fare un altro esempio, è il bene rifugio per eccellenza, così come le obbligazioni sono considerate titoli più “difensivi” rispetto alle azioni.
Questi parametri li otteniamo grazie al valore che viene attribuito loro dalla volatilità, che cambia in relazione allo strumento che stiamo analizzando. La figura che segue mostra proprio i differenti valori di volatilità delle principali asset class prima della crisi geofinanziaria da Coronavirus.

Statistica pre-covid
In altri termini, vi sono settori statisticamente più volatili di altri e che includono titoli con una volatilità media alta, e picchi talvolta fino al 500%. Normalmente un indice azionario ha volatilità media inferiore rispetto al singolo titolo, questo perché vi è diversificazione all’interno di un basket di riferimento. Tuttavia, anche tra i diversi indici azionari la volatilità non è omogenea.