
Mediare i prezzi. Come un PAC nel trading ?
16 Giugno 2021Di fronte ad uno sportello bancario o sui portali home-banking di frequente viene spiegato della convenienza dei piani di accumulo rispetto al PIC, il piano di investimento in un’unica soluzione. Significa forse mediare il prezzo ? Cos’è la mediazione ? Ci sono delle differenze tra mediazione e PAC ? Conviene investire tutto in una volta o con gradualità ? Ecco tutta una serie di domande che l’investitore e soprattutto i trader in erba si pongono, e sulle quali vale la pena provare a fare un pò di chiarezza.
Quando si punta sulla performace futura di un’azione investendo in un’unica soluzione, significa impegnarsi nella ricerca del miglior market timing, compito assolutamente difficile e che espone il capitale in conto trading a rischi davvero importanti.
Se invece guardiamo ai piani di accumulo e al modello che propongono, una volta applicati al mercato azionario, essi consentono di spacchettare il capitale di i investimento, che in momenti successivi e per gradi affluisce in una posizione.
Il PAC in genere è una strategia valida, perché consente di investire a piccole dosi e in fasi differenti del ciclo di un mercato, così da assorbire la volatilità e costruire un capitale dinamico che cresce nel tempo.
Dunque, rispetto ad investire tutto e subito come nel PIC, nel PAC l’investitore versa una somma periodica sulla posizione di trading, sia che il prezzo salga sia che il prezzo scenda. Sono modalità operative tipiche e note, adottate spesso da trader retail nel trading di azioni, valute, cripto, titoli, commodities e fondi, nonchè dagli operatori istituzionali.
La mediazione
Simile al PAC è la mediazione dei prezzi, anche se, in tal caso, ci si avvicina di più al trading speculativo, in quanto mediare i prezzi significa comprare i ribassi per rendere conveniente il prezzo di carico.
Dunque, quando mediamo un mercato non compriamo periodi ma discese. E’ in questa maniera che il breakeven (break even point o BEP ), ossia il punto di pareggio, si abbassa e più facilmente si riesce ad incalzare i prezzi nonostante la tendenza si dimostri avversa.
Tuttavia, poiché i mercati finanziari sono imprevedibili, se i prezzi scendono troppo può essere un disastro, anche perché man mano che si compra l’esposizione inevitabilmente cresce. Allora, mediare una singola azione potrebbe risultare pericoloso qualora non se ne conoscano bene i fondamentali, la grafitazione, le proiezioni tecniche, le aspettative, lo status e il ciclo economico in cui si inserisce.
Però, quando si passa ad un indice come ad esempio S&P500 allora mediare in Borsa può non risultare così rischioso, anzi è financo raccomandabile. La statistica suggerisce infatti che quando l’S&P500 o i principali basket azionari statunitensi scendono o subiscono una correzione rilevante, quasi sempre si presenta una buona occasione per posizionarsi, visto che nel medio/lungo termine i prezzi tendono a salire di nuovo.
In queste situazioni il rischio è stemperato, perchè questi indici sono composti da centinaia di aziende e società di Paesi diversi, il che è in grado di contemperare le criticità e i drawdown delle imprese e dei loro settori di appartenenza, grazie ad una concreta diversificazione degli investimenti, fino a poter rendere la mediazione un modus operandi profittevole.