
Orizzonte e piano temporale nelle attività di investimento
10 Giugno 2021La questione tempo è centrale nel mondo della finanza, degli investimenti e del trading. E’ un fattore cruciale non solo quando si tenta di pianificare la performance di un’ azione in un determinato arco temporale, ma anche nel processo di costruzione di un portafoglio.
Tempo e investimenti
Quando si parla di tempo come orizzonte temporale nelle attività finanziarie ci si riferisce alla durata prevista di una operazione. Chiedersi: “qual è il mio orizzonte temporale?” equivale a domandarsi: “per quanto tempo sono disposto a rinunciare alla disponibilità del mio denaro e farlo confluire in un investimento?”.
Nella pianificazione di una strategia e nella costruzione di un portafoglio questo fattore è importante. In realtà, non esiste un investimento o titoli azionari che vadano bene per ognuno di noi; ogni trader, ogni investitore ha specifiche attitudini, esigenze e predisposizioni legate alla realtà che lo circonda, che vanno tenute in considerazione quando si passa dalle demo ai mercati in reale, e dunque alla composizione del personale portafoglio.
I tempi del trading: Breve, Medio e Lungo periodo
Definire l’orizzonte temporale comporta inquadrare l’obiettivo che ci si prefigge: se è nostra intenzione investire per poi organizzare un viaggio in una bella città d’Europa, allora l’orizzonte temporale sarà breve o al massimo medio, per esempio 6 mesi o 1 anno, mentre se investiamo per guadagnarci una pensione, l’orizzonte temporale sarà più lungo, ad esempio 15 o 20 anni.
Prospettive e target condizionano la cosiddetta asset allocation, cioè la maniera di diversificare il contenuto di un wallet, che guarda alle differenti asset class e alle diverse forme di investimento.
Tipologie di asset allocation
Oltre che imprevedibili i mercati sono sistemi complessi, per cui il tasso di rendimento degli strumenti finanziari comprese le criptovalute oscilla in funzione del lasso di tempo in cui si muovono.
Se l’orizzonte temporale è breve l’oscillazione del valore, dei prezzi e la volatiltà risultano di sicuro elevate, ma se allunghiamo il riferimento temporale i mercati finanziari, alla pari delle e-currency a maggiore capitalizzazione, hanno perlopiù recuperato cali e drawdown subiti nel tempo .
Seguendo questo principio e soprattutto la statistica, se l’outlook temporale è di breve durata e non si ha un background sufficiente al trading speculativo è meglio concentrarsi sulle asset class difensive, che hanno una bassa esposizione alla perdita e un’elevata liquidità come quella dei fondi monetari, dei titoli di Stato o di altre obbligazioni con ridotto rischio di credito.
Via via che si estende il timeframe risulta più naturale e probabilmente più adatto ai trader meno esperti considerare asset class volatili, cripto, valute fiat e soprattutto il mercato azionario, rispettando comunque money management e propensione al rischio.
Rispettare sempre la pianificazione temporale
Nelle attività finanziarie è solido principio quello di non cambiare l’orizzonte temporale a seconda dell’andamento e del rendimento a mercato di un portafoglio.
È certamente piacevole quando le cose vanno per il verso giusto, ma, come è noto, arrivano sovente periodi di tempesta. E’ in queste situazioni che, talvolta, la turbolenza potrebbe farci cambiare la composizione e la strategia su cui si basa il conto trading, fino a smobilizzare l’intero capitale investito.
In questi momenti, invece, è utile una sola cosa: sfruttare tutta la nostra parte razionale, mettere da parte tutte quelle emozioni che vorrebbero prendere il sopravvento e tenere lucidamente fede al piano temporale, senza comprare o vendere sull’onda dei titoli sul web, delle opinioni mainstream e di chi ci è accanto, anche perché Warren Buffett, l’oracolo di Omaha è convinto che:
comprare e vendere sulle news è semplicemente una follia