
Cosa sono e a cosa servono i multipli di Borsa nel mercato azionario
1 Giugno 2021I multipli del mercato azionario sono una serie di rapporti che aiutano l’analista e il trader ad avere uno quadro della situazione economico-finanziaria di un’azienda quotata in Borsa. L’ obiettivo di questa classe frazionaria consente ad investitori e ad operatori istituzionali di ottenere un’anteprima sul valore intrinseco di un titolo e poterla confrontare con quella di altre società listate dallo stesso settore.
Quanti e quali sono i multipli di Borsa ? Proviamo a declinare i più utilizzati dagli operatori finanziari:
MULTIPLI DI BORSA:
essi permettono, in un momento dato, di avere una stima sul valore attribuito ad un’azienda dal mercato di appartenenza.
MULTIPLI DI BILANCIO:
parliamo di concetti in parte già trattati da questo portale, ovvero del Return on Investiment, del Return on Common Equity, del Return On Sales, indici che consentono ai vertici di una società quotata di testarne lo stato di salute.
MULTIPLI DEL VALORE DI UN’IMPRESA
Sono i parametri che relazionano il valore di un’azienda con le grandezze in conto economico, ad esempio con l’utile che viene dedotto dalla differenza tra costi e ricavi.
Tipologie di multipli di Borsa
I multipli di Borsa sono molto utilizzati da analisti, trader ed investitori, in quanto permettono loro di capire come allocare il denaro, attraverso la cosiddetta operazione di asset allocation, suggerendo quante volte una determinata voce in conto economico, come l’utile, il fatturato, il flusso di cassa o altro, è contenuta nella quotazione di una società.
Proviamo a spiegarci meglio con un esempio:
Il rapporto UTILE/AZIONE e il rapporto PREZZO /UTILE
La società di Tizio e Caio ha un utile di 50 milioni di euro e 5 milioni di azioni emesse, ognuna delle quali vale 25 euro sul listino azionario di riferimento. Il rapporto tra utile e azione è dato dall’Earnings-Per-Share o EPS, che nel caso è pari a 10 euro.
Il rapporto tra prezzo e utile è detto invece Price/Earnings (P/E), che in base all’esempio di cui sopra è 2,5 euro. In buona sostanza, il prezzo di Borsa è 2,5 volte superiore all’utile dell’azione.
In linea di massima si pensa che più il P/E è basso e più conveniente è il titolo, perché ci sarebbero i margini per un rialzo del valore in Borsa. La statistica ha però evidenziato che le società con i tassi di crescita più alti hanno spesso rapporti elevati, allora per superare questa idiosincrasia è stato introdotto il Price/Earnings-to-Growth ratio o PEG, ovvero prezzo/utile normalizzato al tasso atteso di crescita degli utili nel tempo.
ALTRI MULTIPLI
Il multiplo è semplicemente un rapporto, con un numeratore e un denominatore. Il numeratore in genere è, ma non sempre, il prezzo, mentre il denominatore rappresenta il parametro in conto economico. Quest’ultimo può essere l’utile, il fatturato o il flusso di cassa; ora poiché non esiste solo il prezzo/utile di cui s’è già detto, citiamo anche gli altri rapporti.
PREZZO/FATTURATO (P/S)………………: è il rapporto tra market cap e fatturato. Serve a valutare le start-up quando non sono ancora in utile.
PREZZO/FLUSSO DI CASSA (P/CF)…: è il rapporto tra market cap e flusso di cassa. E’ utilizzato nella stima di società che operano in settori dove si decidono grandi investimenti iniziali.
PREZZO/PATRIMONIO (P/BV)………..: è il rapporto tra market cap e patrimonio netto. Risulta un indicatore abbastanza obsoleto, in quanto si concentra soprattutto sui beni materiali e di cassa di un’impresa, quando oggigiorno predomina il valore virtuale/immateriale di un’azienda.
DIVIDENDO PREZZO (D/Y)…………….: è il rapporto tra il dividendo pagato da un’azienda ogni anno e il prezzo delle sue azioni. Un alto (D/Y) supporta la scelta di un’azione quando ci sono le aspettative sufficienti per un apprezzamento del titolo.