
Elon Musk e Cina mettono K.O. Bitcoin e Criptovalute
26 Maggio 2021Sono giornate difficili quelle che il mondo delle criptovalute sta attraversando da poco più di una settimana, travolto dalle vendite provocate da una serie di fatti che hanno destabilizzato Bitcoin e Altcoin.
Un primo trauma è stato generato dal dietrofront di Elon Musk che ha annunciato che l’automotive Tesla non accetterà più pagamenti in Bitcoin per l’acquisto delle sue autovetture elettriche ed ha apertamente dichiarato:
Siamo preoccupati per il rapido aumento dell’uso di combustibili fossili per l’estrazione e le transazioni di Bitcoin, in particolare di carbone, che ha le peggiori emissioni di qualsiasi combustibile. La criptovaluta è una buona idea a molti livelli e crediamo che abbia un futuro promettente, ma questo non può avere un costo per l’ambiente
Così si è pronunciato il Ceo di Tesla e SpaceX, puntualizzando che non venderà i Bitcoin in suo possesso acquistati qualche tempo fa per un valore di 1,5 miliardi di dollari di Bitcoin, in quanto quell’operazione era finalizzata a ricavare un rendimento dalla liquidità.
La seconda notizia che ha fatto inabissare il pianeta cripto è stata quella relativa alla stretta della Cina che ha vietato alle istituzioni finanziarie standard di fornire servizi e transazioni in criptovaluta.
Tre associazioni: la China Internet Finance Association, la China Banking Association e la China Payment and Clearing Association hanno infatti sottolineato che le criptovalute sono uno strumento troppo incline ad operazioni di trading altamente speculative e rappresentano pertanto un vera e propria minaccia per le persone.
Le società finanziarie cinesi non potranno quindi affidarsi alle e-currency per fare business e non potranno fornire ai clienti servizi di alcun tipo che facciano riferimento alle valute virtuali.
Tutto questo susseguirsi di aggiornamenti nefasti piovuti all’improvviso dai due angoli del Globo ha sovvertito l’andamento dei prezzi delle criptovalute ed il mercato ha virato in territorio negativo in modo piuttosto deciso.
Bitcoin, la regina delle criptovalute, è letteralmente crollata quando, ad un certo punto, è stata prezzata per 24 mila dollari dopo avere siglato una perdita di oltre il 30%. Tuttavia, in stesura, seppure timidamente BTC tenta di recuperare terreno, anche se il drawdown dal massimo storico di metà aprile attorno quota 65 mila dollari resta comunque pesante.
Non è andata meglio per molte altre criptovalute a minore capitalizzazione che hanno subito perdite ancora più ingenti, bruciando tra il 40% e il 50% del loro valore.
Quanto avvenuto non è stato il primo cripto-crash e molto probabilmente non sarà neanche l’ultimo. La volatilità ribassista delle criptovalute è salita alle stelle, ma il settore mantiene lo stesso le potenzialità e i fondamentali per risalire la china, non fosse altro che per l’attenzione ricevuta dalla speculazione internazionale.
In verità, le conseguenze delle esternazioni di Elon Musk e delle notifiche della repubblica popolare cinese hanno si scatenato una tempesta perfetta, ma dalla medesima i più attenti hanno potuto guadagnare, grazie a prezzi che si stanno rivelando convenienti.
In effetti, c’è ora la convinzione che sia stato uno status temporaneo e che, nonostante le monete elettroniche su blockchain probabilmente faranno a meno di un player strategico come la CIna, ben presto il dip di questi ultmi giorni lascerà il posto ad una nuova fase di cripto-crescita, magari sostenuta dalla fresca fondazione del Mining Council seguito al meeting tra miner, Michael Saylor ed Elon Musk o dai recenti endorsment da parte di Goldman Sachs e di uno dei più grandi trader esistenti, come Ray Dalio, che preferisce Bitcoin alle obbligazioni.