
Coinbase è in Borsa ma Bitcoin e le Cripto crollano
24 Maggio 2021Il 14 aprile Coinbase è sbarcato a Wall Street, riuscendo ad ottenere al debutto risultati al di sopra di tutte le previsioni. Con una market cap attuale di 46,81 miliardi di dollari, la società attiva nel cripto-scambio resta una delle maggiori 100 aziende quotate negli Stati Uniti, tanto che il prezzo delle sue azioni è schizzato ben oltre i 400 dollari il mese scorso. Tuttavia, solo il tempo a venire dirà se Coinbase riuscirà a mantenere questi numeri che in stesura stanno subendo un pesante ridimensionamento a causa del dip che il mercato delle cripto sta attraversando. In effetti, l’esordio in Borsa dell’exchange californiano ha sollevato numerose domande anche sul futuro delle criptovalute, la cui presenza nella finanza mainstream appare sempre più ingombrante.
Coinbase mission
Coinbase è il più importante exchange statunitense per criptovalute, “il sito più semplice per acquistare e vendere criptovaluta”, almeno così spiega l’home-page del portale USA in versione italiana. Fondata da Brian Armstrong e Fred Ehrsam a San Francisco nel 2012, oggi Coinbase opera in più di 100 Paesi e, in base al deposito, fornisce un certo numero di servizi oltre all’acquisto e alla vendita di criptovalute.
Attualmente conta al suo attivo circa 50 milioni di utenti verificati che generano un volume d’affari pari a 300 miliardi di dollari di transazioni a trimestre. Coinbase beneficia senz’altro della crescita e della popolarità di Bitcoin e delle Altcoin, il che potrebbe stimolare la concorrenza non solo di altre aziende il cui target risiede nella compravendita di criptovaluta, ma anche di banche e istituti finanziari standard, fino ad imprimere un’accelerazione nell’avvicinamento all’economia convenzionale.
Il problema delle commissioni
Una questione piuttosto dibattuta dagli utenti di Coinbase è quella relativa alle commissioni. Infatti, per acquistare un valore superiore a 100($) di criptovaluta su Coinbase la commissione è di circa il 3%, che poi però scende se l’acquisto è più consistente. Fee considerate alte, soprattutto se paragonate a quelle di altre cripto-società attive su internet e su note app americane come Robinhood, dove le commissioni sono praticamente inesistenti. In linea di massima si pensa che l’aumento costante della concorrenza potrà rivelarsi un incentivo a diminuirle, anche se la gran parte degli analisti ritiene che una revisione delle commissioni coinbase non avverrà troppo rapidamente.
Le sorti di Coinbase
Non sono pochi i media che pubblicano teorie sul fatto che una riduzione delle fee comporterebbe dei rischi per il potente exchange e, molti tra osservatori ed esperti del settore ritengono che quelli che adesso risultano rischi ponderati potranno diventare pericolosi per un’azienda tanto presente a livello globale.
D’altra parte, il business di Coinbase si allinea perlopiù all’andamento di Bitcoin, mentre una flessione significativa di BTC come quella che si sta realizzando in queste ultime giornate potrebbe provocare un calo dei ricavi.
Coinbase inoltre, come tutto il pianeta cripto, è molto esposta all’alea delle regolamentazioni, laddove anche l’aumento delle tasse sui ritorni economici che la piattaforma ottiene dalla vendita di criptovalute o il ban che alcune di esse potrebbero subire si rivelerebbero un serio impedimento per i cripto-investitori.
Di conseguenza, per riuscire a spuntarla sul mercato, Coinbase dovrà fornire presto delle risposte a tutte queste domande.