Fintech, azioni e settori da tenere d’occhio

Fintech, azioni e settori da tenere d’occhio

7 Maggio 2021 0 Di Vincenzo

L’evoluzione del Fintech e della tecnofinanza è stata talmente rapida che la tecnologia applicata al mondo finanziario è parte integrante della realtà, sebbene ancora non troppo tempo fa veniva considerata fenomeno di nicchia.

Negli ultimi anni le cose però sono cambiate, nonostante rimangano parecchie le potenzialità inespresse dal settore. In verità, la diffusione di startup fintech sembrerebbe rallentare, mentre si affermano le società già consolidate.

Intanto emergono sottofamiglie del fintech, come l’InsurTech, ovvero la tecnologia applicata al mondo delle assicurazioni; il RiskTech, quindi l’high-tech applicato al settore del risk management e il RegTech, l’avanguardia informatica applicata alla regolamentazione, mentre la tendenza a diversificare gli investimenti è in aumento.

Quali potrebbero essere allora i riflessi e l’impatto sui titoli, così da non abbassare la guardia e rimanere concentrati sui trend ? Potrebbe anzitutto rivelarsi utile osservare in che maniera le banche cercano di re-inventare sé stesse e i rischi che intendono correre.

Banca o supermercato ?

Il 13 gennaio 2018 è entrata in vigore la normativa PSD2, acronimo da Payment Service Directive 2, un insieme di norme che aumentano la protezione dei consumatori, fino a promuovere lo sviluppo della mobilità dei pagamenti e l’open banking, che facilita l’accesso ai dati degli istituti bancari. Nel dettaglio, la PSD2 ha imposto alle banche convenzionali di fornire i propri servizi permettendo ai clienti che usano un conto online di effettuare pagamenti e di accedere ai rendiconti mediante software realizzati da terzi.

Ciò significa che l’esercizio del credito è adesso combinato ad un marketplace, che offre prodotti e servizi non necessariamente “della casa”, un fattore oggigiorno che si aggiunge al lavoro di indagine sui prezzi dei titoli bancari.

Intelligenza artificiale

La crescita dell’intelligenza artificiale ha implicazioni a livello etico e legale. I sistemi di A.I. infatti possono prendere decisioni poco morali, invadere alcuni mercati, infrangere regole e principi ispirati alla concorrenza leale.

Il punto è che sistemi simili sono a regime in finanza e sono destinati a colonizzare molti ambiti della vita quotidiana, trascinando con sé non pochi pericoli. Servirà dunque impegno affinchè vi siano, a livello di regolamentazione, misure adeguate per cercare di arginare gli aspetti negativi del machine learning, dell’apprendimento automatico e di tutte le altre branche che fanno capo alla A.I. . Direttamente connesse al futuro prossimo di questo comparto sono FACEBOOK, IBM, ALIBABA, MICROSOFT, APPLE.

Peraltro, le istituzioni meno flessibili si affidano oggi cloud computing, all’analisi dei dati, all’intelligenza artificiale, gestite appunto da fornitori esterni alle aziende. Questo comporta una maggiore esposizione economica, per cui l’interdipendenza tra il settore finanziario e alcuni player dominanti del settore IT crea un elevato legame in grado di condizionare l’andamento di un asset.

Criptovalute, la volatilità in un senso o nell’altro

Il mercato globale delle valute virtuali ha raggiunto dimensioni impensabili. Bitcoin e le altcoin non sono sotto l’egida di alcun governo nazionale né sono controllate da un banca;  promettono l’indipendenza, frutto di un ecosistema che trasferisce denaro in forma anonima o pseudo-anonima.

Per tanti sono un’interessante opportunità di investimento, ma il fatto che sono diventati un fenomeno di massa non sfuggirà ai regolatori, che da un momento all’altro potranno intervenire e innescare inevitabili conseguenze.

In Italia, Conio, è la startup filo statunitense che ha prodotto il primo portafoglio bitcoin su smartphone. Fondata da Christian Miccoli che ha lanciato CheBanca in Italia e da Vincenzo Di Nicola, nel 2013 ha venduto GoPago ad Amazon ed ha raccolto 20 milioni di dollari da Banca Generali, Poste Italiane, oltre che da Banca finanziaria internazionale.

Il valore dei dati

I dati sono il fulcro dell’economia digitale, di qui la necessità di proteggerli, ecco perchè assistiamo ad una sensibilità crescente sul tema. La domanda che verte sui dati digitali crea interesse sugli spazi di archiviazione, anche perché i sistemi di intelligenza artificiale sono enormi, quindi la richiesta di memoria di massa è aumentata e aumenterà nel tempo parallelamente all’uso della Rete. Scenario che ha creato e crea delle ottime prospettive per Micron, leader nella produzione di chip di memoria e nello sviluppo di nuove tecnologie.