Cryptoart – Investire in arte virtuale – una gif di un gatto per 600000 dollari?

Cryptoart – Investire in arte virtuale – una gif di un gatto per 600000 dollari?

22 Marzo 2021 0 Di AzioniStar

Il titolo è provocatorio, ma rappresenta l’attuale trend di mercato dell’arte e di differenziazione di investimenti in ambito delle criptovalute, la Crypto Art.

Partiamo dal fatto, recentemente una GIF del famosissimo Nyan Cat (che vedete nell’articolo per chi non lo conoscesse) è stato venduto per 600000$, tutto questo può sembrare assurdo, un’opera d’arte deve essere concettualmente qualcosa di unico e cosa è più facile da replicare di una GIF o comunque di una qualsiasi immagine digitale? Beh, qui nasce l’errore e qui viene in aiuto la blockchain.

Vediamo tecnicamente come funziona

Tecnicamente parlando non è l’opera d’arte in se che non è replicabile essendo un file, ma è la “certificazione” di quella singola istanza del file chiamato NFT (Non Fungible Token) che può essere pensato come un numero ID univoco assegnato all’opera che la rende quindi unica e non replicabile. Questo ID viene confrontato con un database distribuito aggiornato e condiviso su una rete mondiale di computer, nota anche come “blockchain”.

Ogni volta che si verifica una transazione NFT – acquisto, vendita, donazione, qualunque cosa – i dati vengono contrassegnati con timestamp e quindi devono essere convalidati attraverso l’intera blockchain, che contiene una cronologia di ogni transazione mai effettuata con quella specifica NFT. Poiché il database è distribuito, significa che non esiste una posizione centrale in cui i dati possano essere facilmente modificati; invece, ogni singolo computer deve concordare con ogni altro computer che la transazione sia valida rendendo quindi impossibile contraffare l’unicità del file.

Per dirla in altro modo, la blockchain verifica che esista un solo account in grado di possedere l’NFT in un dato momento. Se vendo Monnalisa.png a Mario, la blockchain sa che ho già trasferito l’opera (e il suo NFT) a Mario, quindi non posso venderlo a qualcun altro altrimenti verrà contrassegnata come operazione non valida.

Tutto ciò che l’NFT permette è semplicemente di affermare in modo certo che “questa specifica copia di esso è unica” e confermarlo con l’intero mondo interconnesso – questo non impedisce che il file venga copiato infinite volte, ma l’originale rimane quella corredata di NFT.

Quante copie fotografiche, olio su tela o stampate esistono del campo di girasoli di Van Gogh? Infinite… Eppure solo una è l’originale e solo quella ha quel reale valore e solo per l’originale si accede ad un museo.

Quali sono i maggiori mercati di crypto art?

Come l’arte tradizionale, quella digitale ha le sue gallerie, online ovviamente. Su Ethereum, le maggiori sono SuperRare, per opere in edizione unica, KnownOrigin, per multipli, OpenSea, con una maggiore varietà di opere anche di livello inferiore e più a buon prezzo.

La crypto art è anche presente in mondi in VR come Decentraland e Cryptovoxels, che ha recentemente ospitato una mostra di crypto art italiana.

Collegamenti con l’arte classica e analisi

Tutti gli articoli sulla Crypto art si focalizzano sulla questione tecnica e tecnologica, sui prezzi raggiunti e sui siti di riferimento, noi reputiamo che sia utile partire anche da una analisi storica del significato e dello scopo dell’arte, aspetto che ha incidenza anche sulla valenza dell’investimento sul lungo termine.

L’arte è da sempre una materia complessa, che va molto oltre un bel disegno su una tela, o una capacità tecnica di creare un bell’effetto 3D con un Sw specifico, questo aspetto è da tenere in grande considerazione, perché in questa euforia da novità sono state battute opere virtuali a milioni di euro o peggio, opere multiple di influencer come lo youtuber Logan Paul a cifre importanti che oggettivamente non hanno niente o poco di artistico.

Se vogliamo pensare brevemente al percorso dell’arte possiamo affermare che ha attraversato una prima fase storica dove l’opera rappresentava la realtà, questo fino all’invenzione della fotografia e i grandi maestri italiani, francesi e tedeschi del periodo 15mo / 18mo secolo sono ancora attrattori di folle nei musei, non solo per le capacità tecniche ed espressive, dietro c’era studio, capacità, anche innovazione per l’epoca e solo pochi erano destinati quindi all’immortalità…

Con l’avvento dell’arte astratta, che possiamo pensare sia nata intorno al 1910 ad opera di Kandisky il paradigma è cambiato, l’innovazione espressiva e di forma ha cambiato il nostro modo di pensare un’opera d’arte e soprattutto il suo fine ultimo, che non è più solamente rappresentare un contenuto, ma diventare essa stessa il contenuto e il fine ultimo espressivo.

Questi uomini illuminati, di infinita cultura, citando solo alcuni mostri sacri come Kandisky, Malevich, Mondrian, Delauny, Kupka e Klee hanno cambiato il paradigma espressivo ed estetico a più riprese, con successive intuizioni espressive e del relativo significato che tutt’oggi sono immortali e ci segnano, anche se inconsapevolmente, nella concezione di arte e di bello.

L’arte poi si è evoluta, non dimentichiamo la performance art, dove l’artista stesso e il suo agire è l’opera d’arte e l’arte di rottura del presente, con rappresentanti di rinnovata rottura con il passato come Cattelan e la sua banana fissata con lo scotch grigio alla parete della mostra di Miami oppure, tornando un po’ indietro il cubo invisibile del genio assoluto De Dominicis.

Questa breve e per spazio superficiale analisi storica serve a chiarire che l’arte è un mezzo espressivo universale, ma con una precisa evoluzione, che va molto oltre la tecnica, che va molto oltre la moda, che va molto oltre un buon grafico e una tecnologia…  L’arte che conta e che è ancora dentro il nostro immaginario è sempre stata un’arte di rottura, un concetto più che una tela, un messaggio per tutti attraverso un mezzo espressivo assoluto.

Criticità e rischio di investimento

Il record price per una crypto art è stato di 69 milioni di dollari (si avete letto bene) per questo file JPG di Mike Winkelmann dal titolo “Everydays: The First 5000 Days.”

Cosa possiamo quindi consigliare a chi vuole investire in crypto art?

Informarsi bene, studiare il mercato, non comprare presi dalla frenesia qualcosa di qualche ragazzino seduto alla sua scrivania con una buona competenza in Blender (sw di grafica 3D), ma effettuare una analisi profonda e di lungo termine di questo movimento, sicuramente interessante, ma da valutare ancora sul lungo-medio periodo…

L’arte è fatta dagli artisti e compresa razionalmente dai critici e compresa inconsciamente dal popolo, questo rende esclusiva e significativa un’opera, il resto è buona tecnica e capacità grafica ed estetica, ma non è arte ed è probabile che possa fare lo stesso percorso dei tanti artisti astratti comprati a cifre importanti ma che non hanno aggiunto niente alla storia dell’arte e ora si trovano a cifre minime…

Sia chiaro, il problema e la questione non è il contenitore (una tela, un file NFT, un bronzo, una performance), ma il significato, la ricerca, il senso di quello rende un “qualcosa” un’opera d’arte o meno…