Sicuro che sappiamo tutto sull’RSI ?

Sicuro che sappiamo tutto sull’RSI ?

22 Febbraio 2021 0 Di Vincenzo

L’indice di forza relativa, noto anche come Relative Strength Index o RSI, è probabilmente l’indicatore più conosciuto dai trader di tutto il mondo, professionisti e neofiti compresi. E’ l’oscillatore che calcola la media delle chiusure al rialzo o al ribasso degli ultimi n giorni, con parametro 14 by default.

Il suo valore pertanto varia da 0 a 100 soltanto: vale 0 se la media degli incrementi è uguale a 0, mentre vale 100 se è la media dei decrementi a valere 0.

L’intervallo temporale dell’RSI, preimpostato dall’ideatore J.W. Wilder nel 1978 a 14 periodi, può essere modificato dal trader in base al proprio timeframe operativo, ma ciò che importa è che l’oscillatore fornisce informazioni tutt’altro che inflazionate dalla recente affermazione del trading hi-tech.

Come ogni manuale e tutti i siti internet finanziari spiegano, lo strumento rilascia un segnale di vendita dopo aver raggiunto il livello di ipercomprato superiore a 70 punti e fornisce un segnale d’acquisto sotto il valore 30.

L’ oscillatore contiene zone critiche tra 70 –  100 punti e tra 30 – 0 punti. La prima (70 – 100) è l’area di ipercomprato, dove i compratori potrebbero diminuire la pressione in acquisto e la forza relativa fino ad innescare una correzione.

La seconda area (30 – 0) è quella di ipervenduto dove, essendoci un eccesso sul lato delle vendite, può ridursi la spinta ribassista dei venditori e cominciare un rimbalzo.

 

RSI e trading operativo

Dallo strumento di analisi tecnica si ottiene il segnale di vendita quando, dopo essere entrato nella sua fascia di ipercomprato, ne esce mentre le quotazioni stanno ancora salendo, restituendo in questo modo una divergenza negativa sul prezzo.

L’indicatore offre invece il segnale d’acquisto quando, dopo essere entrato in area di ipervenduto, ne esce mentre il mercato sta ancora scendendo, formando così una divergenza positiva sul prezzo.

Ciò nonostante, se il mercato attraversa una robusta fase direzionale (al ribasso o al rialzo) e l’indicatore non cede, avvicinando rispettivamente quota 0 o quota 100, se ne ricava la conferma della solidità della tendenza in corso.

Conclusioni

Che i prezzi si trovino in area di ipercomprato o di ipervenduto, l’RSI evidenzia quale categoria di operatori (venditori/compratori) controlla il mercato in un dato momento.

Tuttavia, la pressione dei venditori o quella dei compratori segnalata dall’oscillatore non può durare troppo a lungo, per cui ad un certo punto entrambe le forze calano di intensità provocando l’inversione del trend, fisiologica peraltro a tutti i mercati.

Come accennato, l’RSI è calcolato by default a 14 periodi, ma il parametro temporale può essere modificato per adattarlo alla propria operatività. Però, abbassando troppo questa variabile l’oscillatore può diventare reattivo più del dovuto e restituire falsi segnali d’entrata, viceversa allungandola eccessivamente i segnali buy/sell potrebbero essere dati in ritardo.

Il parametro temporale tende quindi ad adeguarsi al tipo di mercato e al ciclo economico che l’asset misurato sta attraversando, sebbene in una fase laterale lo strumento sia abbastanza efficace nel segnalare minimi e massimi di oscillazione all’interno di un canale trading-range.