
BENCHMARK E PREVISIONI DEL PREZZO BITCOIN SU OPZIONI DEL FUTURE BTC, 08.01.2021
8 Gennaio 2021A gennaio 2020 il Chicago Mercantile Exchange noto anche con l’acronimo di C.M.E. ha introdotto le opzioni sui future BTC.
L’iniziativa presa dal mercato americano sui derivati valutari più importante al mondo è stata una reazione al crescente interesse verso le criptovalute e alla domanda dei clienti istituzionali di avere strumenti fiat per sfruttare le opportunità fornite dalla volatilità di Bitcoin.
In sintesi, i ricavi che possono ottenersi con le valute virtuali hanno accresciuto la volontà di operatori professionisti, dalle tasche profonde, di partecipare con titoli regolamentati al mercato speculativo del Bitcoin.
L’evento molto probabilmente ha contribuito all’impressionante rivalutazione del prezzo di BTC durante l’ultimo quadrimestre del 2020, ad oggi in gran parte sorretta dal comparto finanziario – istituzionale.
Al C.M.E. ,quindi, oltre alle currency option e ai future valutari su monete fiat sono negoziati i future e le opzioni su future con sottostante la criptovaluta più capitalizzata.
SPECIFICHE DELLE OPZIONI C.M.E. SU FUTURE BTC
Opzioni di tipo europeo: prevedono l’esercizio soltanto alla data, di norma coincidente con la scadenza del titolo asimmetrico (opzione), il terzo venerdì del mese.
L’investimento minimo è di 5 contratti e ogni opzione detiene e rappresenta 5 bitcoin su un contratto future.
Esempio pratico: alla quotazione di 35.000 ($) è necessaria una cifra minima in dollari USA pari a 25 bitcoin, equivalente a 875.000($).
BENCHMARK DEL PREZZO BITCOIN ($) SU CHAIN DELLE OPZIONI DEL FUTURE BTC
MESE GENNAIO 2021
La catena delle opzioni-future BTC, attiva nel mese di gennaio 2021 e in scadenza il terzo venerdì del mese in corso, lato PUT segna volumi significativi in corrispondenza dello strike 28.300 (20 contratti) ed inferiori che, in stesura, beneficiano del prezzo che staziona nella parte alta dei 38 mila dollari (in fase di scrittura).
D’altro canto, anche in coincidenza dello strike price a 31.500 ($) sono negoziati 10 bitcoin, il che assieme all’open interest degli strike inferiori prova a livello grafico l’area chiave e di supporto psicologico attorno i 30 mila dollari.


Lato CALL, sono da segnalare contratti future BTC a partire da quota 52 mila ($) fino a 61 mila dollari per un complessivo di 85 contratti (in data 07.01), per cui è ragionevole presumere che l’attuale pressione rialzista sul sottostante più difficilmente potrà spingere Bitcoin oltre 60 mila dollari e superare la CALL out of the money con 20 contratti che a scadenza incasserebbe più o meno 30 milioni di dollari [20 contratti x 25 bitcoin x 60.000($)] qualora il prezzo si mantenga sotto i 60 mila dollari per un bitcoin.
Possibile pertanto che la quotazione a mercato possa mantenere una volatilità ampia, compresa tra l’estremo basso di 31/35 e l’estremo alto di 50/60 mila dollari entro la fine del primo mese 2021. Peraltro, tenuto conto che i titoli negoziati al C.M.E. sono opzioni europee, i contratti sui singoli strike non diminuiscono a scadenza e possono aumentare, per cui l’open interest può solo salire, aspetto che fornisce un riferimento ulteriore rispetto alle opzioni americane esercitabili in qualsiasi momento.
CONCLUSIONI
A fronte della presenza sempre più ingombrante dei derivati su Bitcoin, delle somme monstre e degli interessi economici che agitano i trader istituzionali sui mercati regolamentati, le opzioni possono essere utilizzate come benchmark, ossia come cartina di tornasole per valutare le prestazioni del prezzo e la volatilità implicita del sottostante virtuale più trattato.