Il Trading è un Lavoro

Il Trading è un Lavoro

23 Novembre 2020 0 Di Vincenzo

Il denaro di un trader è come se rappresenta la struttura di un negozio, solo che nel mondo del trading non c’è personale dipendente, non ci sono clienti o fornitori e nessun tipo di relazione interpersonale, il che talvolta è un vantaggio nell’esercizio di un’attività commerciale, in quanto anche il trading è un commercio, di valute, azioni etc…

Non essendoci alcun prodotto da produrre e da vendere, il requisito che viene richiesto riguarda la conoscenza della materia oltre ad un’attitudine interiore.

Nel trading, inoltre, non c’è rischio di credito, per cui non esiste il problema di ritrovarsi con mancati pagamenti o con merce invenduta. Quando si liquida la posizione di uno strumento finanziario, come un cambio, un titolo azionario, una criptovaluta o un sottostante legato ad una materia prima, il corrispettivo è subito accreditato sul conto trading.

Ciò nonostante, la variabile impazzita che spinge la gran parte delle persone ad avvicinarsi al trading è la possibilità di fare presto un mucchio di soldi. A questa credenza ha contribuito e contribuisce tuttora la pubblicità ingannevole di alcuni broker, che lasciano intendere che chiunque senza particolare preparazione può guadagnare molto dai mercati.

Solo che le cose non stanno proprio così. Svolgere un’attività di scambio sulle varie assset class richiede competenze specifiche, ottima preparazione teorica e pratica. E’ necessario leggere molto e fare tanta esperienza, anche se non occorrono gli anni necessari ad un medico o ad un avvocato per laurearsi e poter iniziare la professione. A un trader privato potrebbero bastare dai 6 ai 12 mesi prima di cominciare ad utilizzare i software di connessione alla borsa dei titoli e delle valute.   

Serve studiare l’analisi tecnica e fondamentale degli strumenti finanziari, seguire qualche seminario oppure affidarsi ai consigli di un investitore esperto. Non deve ingannare il fatto che comprare e vendere al computer sia semplice e veloce, perché non significa che guadagnare sia altrettanto facile.

In un secondo momento si potrà cominciare con delle operazioni in ambiente demo, ovvero con soldi virtuali e trade simulati, in modo da acquisire la conoscenza degli aspetti tecnici di una piattaforma di trading. E’ questo un vero e proprio allenamento dove si dovrà mettere in pratica quanto si è appreso in teoria. Tuttavia in demo non potranno essere verificate le qualità psicologiche di un operatore, per cui le emozioni come l’ottimismo, l’euforia, l’esaltazione oppure l’emotività negativa legata allo sconforto e alla paura di perdere saranno solo immaginate.

Uno step successivo sarà quindi quella di mettersi alla prova con somme di denaro molto piccole a volume ridotto, considerando che seppure con il trading simulato sono stati realizzati profitti non è detto che la stessa cosa avvenga con soldi veri, sul mercato reale; ma una prima condizione per cominciare a fare trading con denaro sonante è che si ottengano guadagni con le simulazioni in demo.

In realtà, la mancanza di correlazione diretta tra i risultati in demo e quelli in reale dipende dal diverso impatto che il trading può avere sulla mente di un operatore in erba, per questo assume grande importanza la finanza comportamentale che studia la psicologia dei mercati finanziari. Fare trading significa infatti esercitare un’attività professionale che genera guadagni limitati soltanto dagli obiettivi che ciascuno si pone e dove l’equilibrio mentale svolge un ruolo determinante.